Finalmente dopo una serie di
lunge diatribe, anche il "Boxer Bianco" ha il pedigree. Infatti è stato
certificato dall' ENCI ( Ente Nazionale
Cinofilia Italiana).
Il pedigree,
infatti, è la certificazione etnica e delle qualità
morfologiche del soggetto.
L'allevatore quindi è responsabile dell'iscrizione
al "Libro Genealogico" del Boxer Bianco, l'ENCI appone,
però, il timbro con la dicitura: " Soggetto non ammesso alla
riproduzione" . Questo non dipende chiaramente da
motivazioni di ordine sanitario, ma, piuttosto dal cercare
una stretta aderenza allo standard che ammette come colore
del pelo il fulvo nelle sue gradazioni e il tigrato,
considerando difetto se il bianco eccede più di un
terzo del colore di fondo.

Non dobbiamo dimenticare che, da un soggetto
bianco ben accoppiato, possono nascere cuccioli sia fulvi
che tigrati, perfettamente in regola con lo standard del
mantello. Gli allevatori, comunque, preferiscono attenersi
il più vicino possibile alle certificazioni, così volendo la
razza sempre più scelta scartano chiaramente il boxer
bianco.

I boxer bianchi possono partecipare alle gare di
lavoro, e hanno una marcia in più sui loro standardizzati
compagni, quella di essere portatori di vere tare, di
origine genetica.



Con questo si apre una speranza in più: che
i boxer bianchi non vengano più uccisi al momento della
nascita (come essere malformato) o abbandonati a chissà
quale triste destino o al contrario venduti a prezzi
esorbitanti come una grande rarità.
Rispettiamo e consideriamo il Boxer Bianco
semplicemente per quello che è: il nostro insuperabile,
ineguagliabile fedele, amico compagno, cioè: il Boxer!
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